giovedì 19 aprile 2012

VOCI RIBELLI. La Filosofia del Rifiuto


Dire di NO. Con le forze rimaste, resistere, vegliare nell'attesa che i tempi maturino un nuovo SI. Dire di No, nel frattempo, a questo Nichilismo, questo tempo dove manca un fine, un perché, un senso: nei pensieri dei giovani e nei loro sentimenti, dove mancano prospettive e orizzonti, e le forze diventano esangui; negli studenti, nei lavoratori, nel futuro della gente. Dire di no a ciò che ha condotto qui. Perché oggi sembra davvero aggirarsi per la nostra casa il Nichilismo, "il più inquietante (unheimlich) fra tutti gli ospiti", come diceva Nietzsche, questo senso del niente, del niente-ha-senso, quello che provoca questo Spaesamento (Heimatlosigkeit) contemporaneo, secondo le parole di Heidegger, dove ovunque, da ogni parte, c'è dispersione, non-senso. Un nichilismo ormai passivo, di debolezza, dove l'energia è stanca ed esaurita; dove domina il disgregamento; e dove "tutto ciò che ristora, guarisce, tranquillizza, stordisce, sarà in primo piano" profetizzava Nietzsche: la cultura terapeutica, le droghe, il mondo delle assicurazioni, il tribalismo postmoderno, la virtualità dei social network, questo vuoto Relativismo.

venerdì 13 aprile 2012

VOCI RIBELLI. Tecnocrazia, Il tramonto della politica.


Si chiama Tecnocrazia, o governo dei tecnici. Deriva dalle parole greche techne (arte o tecnica) e kratos (potere). Ma a volte non si presta abbastanza attenzione alle parole che si usano! E non perché non si conosca eventualmente questa etimologia. Neppure perché non si sappia la definizione costituzionale o il carattere istituzionale della cosa, anche se a volte si confonde il governo tecnico col governo dei tecnici, decisioni politiche prese da esperti di discipline tecno-scientifiche in situazioni particolari, non solo un governo di transizione. Ne infine perché non si abbia presente la situazione attuale del nostro paese. Perché a prescindere da tutto questo, le parole vanno pensate!

mercoledì 11 aprile 2012

BORN ON A DIFFERENT CLOUD. Oltre conformismo e anticonformismo

...Classless, Clever and Free...
Oasis - Born on a different cloud

Tra conformismo e anticonformismo non c'è poi tanta differenza. In fondo, due paesaggi della stessa realtà, sotto lo stesso cielo: ognuno uguale all'altro, ognuno nel tentativo di essere diverso...Esiste oggi un conformismo dell'anticonformismo diffuso, per cui si cerca e si mostra la propria identità cercando di differenziarla da qualsiasi altra: basta guardare qualsiasi social network, la tv, le pubblicità commerciali...differenziati dalla massa, sii unico e originale, sii sempre te stesso, non cambiare mai per nessuno, segui la tua strada! Va ben oltre l'individualismo contemporaneo, il tentativo e l'affermazione di sé: è la mancanza di fondo di forme cui appoggiarsi, e quando non c'è forma, tutto diventa liquido, fluido, informe appunto...è il postmoderno, la spasmodica ricerca di identità che sfuggono da tutte le parti, senza direzione, senza punto d'appoggio: ma se non c'è forma, cui conformarsi, non c'è veramente neanche anticonformismo (anti: contro, invece di), ma un vuoto scatenamento di ibridi, mescolanze, forme transuenti e mutanti....il conformismo dell'anticonformismo!